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Ci sono sere che iniziano molto prima dell’aperitivo.

Cominciano lungo la strada che da Amalfi si arrampica tra la roccia e il mare, quando i finestrini sono abbassati e il profumo dei limoni entra nell’auto senza chiedere permesso. Cominciano quando il blu del Tirreno appare all’improvviso, quasi accecante, e ti ricorda che la Costiera Amalfitana non smette mai di sorprenderti, anche se credi di conoscerla.

Il Santa Caterina è così.

Non è un luogo da raggiungere. È un luogo in cui arrivare.

Martedì scorso bastavano pochi passi per capire che la serata avrebbe avuto il ritmo delle cose belle. Nessuna ostentazione, nessun lusso gridato. Solo una terrazza sospesa sul mare, la luce dorata di giugno che lentamente si piegava verso il tramonto e quella brezza leggera che rende impossibile distinguere dove finisca il giardino e dove inizi il Mediterraneo.

Senzafine, il nuovo rooftop restaurant e raw bar dell’hotel, sembra essere nato proprio per quell’ora del giorno. Le conversazioni sono ancora basse, i calici riflettono gli ultimi raggi del sole e il mare, laggiù, continua a fare quello che fa da secoli: ricordare a tutti che il tempo può rallentare.

Ed è forse questo il lusso più raro.

Avere tempo.

Il Santa Caterina lo custodisce da oltre centovent’anni, da quando la famiglia Gambardella iniziò ad accogliere viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo. Ancora oggi quell’idea di ospitalità rimane immutata: discreta, autentica, profondamente legata al territorio e alle persone. Non sorprende quindi che proprio qui sia stato celebrato un nuovo capitolo della storia dell’hotel, con la nomina a Calvisius Ambassador, riconoscimento che inserisce il Santa Caterina tra i quindici indirizzi italiani chiamati a rappresentare la cultura del caviale d’eccellenza. Più che una partnership, è l’incontro naturale tra due realtà che condividono la stessa idea di qualità: quella che nasce dalla pazienza, dalla ricerca e dal rispetto della materia prima.

Mentre il sole scompare lentamente dietro il profilo della Costiera, la cena prende forma senza mai interrompere il dialogo con il paesaggio.

Non c’è fretta.

 

I primi assaggi arrivano quasi come piccoli inviti alla scoperta. È qui che emerge la mano di Giuseppe Stanzione, Executive Chef dell’Hotel Santa Caterina e del ristorante Glicine, insignito di una stella Michelin. La sua è una cucina elegante e misurata, capace di lasciare che siano gli ingredienti a raccontarsi. Il Calvisius Royal Tradition, caviale di storione bianco, attraversa il menu con sorprendente naturalezza, accompagnando il Provolone del Monaco, il gambero di nassa, la ricciola, l’anguilla e il Wagyu. Ingredienti diversi, provenienze lontane, uniti da una cucina che non rincorre l’effetto speciale, ma l’armonia.

A tavola il racconto prosegue con la stessa misura. La freschezza della seppia, una raffinata caprese d’astice al barbecue e, infine, una cagliata di bufala ghiacciata con caviale in due consistenze, accompagnata da Luce Salina, un elisir di limone all’acqua di mare che racchiude, in un solo sorso, tutta l’identità della Costiera.

Più che un menu, una successione di emozioni.

Piatti che accompagnano il paesaggio invece di rubargli la scena, lasciando che sia il mare a completare ogni boccone.

Con il calare della sera, fermarsi per la notte sembra quasi naturale.

La mattina, la colazione affacciata sul mare racconta un’altra anima del Santa Caterina. Il profumo del caffè, degli agrumi e dei lievitati appena sfornati accompagna il risveglio, mentre il mare, immobile, riflette la luce delle prime ore del giorno. Seduta davanti a quel panorama, con un cappuccino tra le mani, mi accorgo di aver dimenticato il telefono.

Il blu davanti agli occhi.

Il rumore delle onde.

Nient’altro.

La mattina, qui, ha un ritmo diverso. Più lento, più silenzioso, quasi sospeso.

È forse questo il ricordo più bello da portare con sé: non solo un luogo straordinario, ma la sensazione, sempre più rara, di essersi davvero fermati.

Emira M'sakni

Emira M'sakni

Founder e Creative director @spaghettimag Cool Hunter | Sun Addict | Moody |