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There is no transformation without movement.

Per la Fall-Winter 2026, CHANEL continua il dialogo tra Matthieu Blazy e Gabrielle Chanel attraverso una delle immagini più semplici e potenti della natura: il passaggio dal bruco alla farfalla. Una metamorfosi che diventa guardaroba, costruito intorno a una donna contemporanea, funzionale e femminile, capace di cambiare forma senza perdere la propria identità.

Film directed by Stuart Winecoff

Il punto di partenza è il suit, naturalmente. Ma le proporzioni si allargano, le spalle si definiscono e i materiali diventano terreno di sperimentazione: tweed, gauze, Lurex, maglia, perline e silicone. La giacca prende il centro della scena e cambia linguaggio, dal bomber al trucker in maglia côtelé, mentre il tailoring maschile incontra gonne fluide in seta e jersey. Un gioco continuo tra struttura e leggerezza, rigore e libertà.

Poi arriva la natura, o forse la sua illusione. Fiori che sbocciano su abiti, orecchini e borse, superfici iridescenti, paillettes luminose e tonalità pastello che sembrano uscire da un dipinto impressionista. Naturale e artificiale si confondono fino a diventare la stessa cosa.

 

È proprio nelle contraddizioni che CHANEL trova il suo equilibrio: day and night, masculine and feminine, simplicity and extravagance. Non scegliere una sola identità, ma permettersi di attraversarle tutte.

Fotografata da Julien Martinez Leclerc, la campagna porta infine questa metamorfosi dove tutto è iniziato: al 31 Rue Cambon, nell’appartamento di Gabrielle Chanel. Questa volta, però, la maison è piena. C’è una festa in corso.

Eva Bernard

Eva Bernard

Art Director