Photographer: Martina Mariotti
Styling: Other SRL Agency // Vanessa Bozzacchi e Sara Castelli Gattinara –
Hair stylist:Vincenzo Panico
Make up artist: Anastasia Scurti
Total look: Balenciaga
Olivia è un personaggio che vive tra ambizione e vulnerabilità. Quanto di te hai riconosciuto in lei, e quanto invece hai dovuto costruire da zero?
Io trovo sempre dei paralleli personali che mi aiutano a costruire un personaggio, diciamo che sono l’ossatura. Poi tutto il resto nasce da un lavoro di immaginazione che si basa sul copione. Sicuramente ho utilizzato le mie prime partenze solitarie nelle quali mi sono sentita come lei, persa, ma anche stupita dalla bellezza di perdersi e scoprirsi in base agli incontri e alle circostanze. Non mi è successo proprio quello che è successo ad Olivia per quanto riguarda la relazione con Nina, la sua insegnante, ma quando hai di fronte qualcuno che può insegnarti qualcosa, è facile idealizzare. Il maestro non si muove necessariamente in un habitat sensuale, erotico, però esercita un ascendente molto forte.
Il film mette in scena una relazione che sfugge alle etichette più semplici. Ti interessava più raccontare una storia d’amore o una storia di identità?
E’ che a volte l’amore è un grande strumento di conoscenza, noi scopriamo la vita attraverso le persone che incontriamo. L’amore è un salto in un cerchio di fuoco, per cui quando atterri dall’altra parte e hai saltato con quella persona, lei è testimone di una tua crescita. L’amore è un modo per conoscere la vita e se stessi insieme ad un’altra persona nella maniera più profonda. In realtà in questo caso l’amore è un esca, un catalizzatore perché emerga in maniera più chiara l’identità di Olivia.
C’è un momento preciso sul set in cui hai capito davvero Olivia? Non in sceneggiatura, ma nel corpo.
Olivia afferra quello che potrebbe sfuggirle , fisicamente: il suo gesto è quello di prendere al volo delle cose che potrebbero cadere ed essere perse. Io posso non allungare la mano o allungarla, rischiando di cadere per afferrarle. Se non ci provi , se non ti sbilanci, se non utilizzi le occasioni che la vita ti offre, rischi di non vivere realmente fino in fondo. Per Olivia per esempio è un gesto apparentemente banale che ha illuminato per me questo lato del suo carattere: la caduta del caffe. Raccoglierlo e trasformarlo in qualcos’altro me l’ha fatta sentire fisicamente vicina.
Londra e il Sud Italia non sono solo location, ma stati emotivi. Come hai lavorato per attraversare questi due mondi senza renderli stereotipati?
Sicuramente l’arrivo di Olivia a Londra non è come l’arrivo di Totò e Peppino a Milano. Però la sensazione di estraneità l’ho percepita anche io la prima volta che sono arrivata a Londra da sola ed ero molto piccola. La cosa che spaventa non è soltanto la grande città, ma è che c’è una possibilità di libertà che tutti desideriamo sempre, ma che quando poi ce la ritroviamo per le mani fa un pò paura. Il sud Italia invece è qualcosa che fa parte della mia vita, mio padre è napoletano. Però al di là delle origini anagrafiche, quando penso al Sud Italia, quello che mi arriva a livello fisico è una sensazione di calore, di protezione. Lo stereotipo cade quando hai qualcosa di autentico da raccontare in relazione a quello che è un nome sulla carta.
La relazione con Nina Clark nasce da una dinamica di potere che poi si incrina. Ti affascinano questi rapporti ambigui, dove guida e desiderio si confondono?
Tutte le relazioni umane sono fatte di ostacoli interni ed esterni. La cosa interessante è vedere come vengono superati in maniera sana. Personalmente non subisco il fascino dei rapporti in cui si intrecciano dinamiche di guida e desiderio. Quello che mi piace di questi due personaggi è che la dinamica di potere iniziale si incrina, creando uno spazio positivo che diventa un rapporto di condivisione.
Nel film la moda non è solo estetica ma linguaggio. Tu, personalmente, che rapporto hai con l’abito: armatura o esposizione?
Per me l’abito è narrazione, e lo è sicuramente anche nella vita quotidiana. Direi che armatura e esposizione non sono due termini opposti. Dipende dalle occasioni, da quello che si vuole comunicare.
Se Olivia dovesse incontrarti oggi, fuori dal set, cosa pensi che ti direbbe? E cosa invece evitereste entrambe di dirvi?
Mi direbbe che nei rapporti bisogna accettare il rischio. E poi, no, non ci sarebbe niente che eviteremo di dirci, perché non avremmo il bisogno di nasconderci nulla.








