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Come nasce il brand Amelie: dalla sofferenza delle donne in tribunale al riscatto e al senso di rinascita?
Amelie nasce molto prima di diventare un brand. Nasce nelle aule di tribunale, durante oltre vent’anni di professione come avvocato penalista, difendendo donne che avevano subito violenze, maltrattamenti e profonde ferite personali. Quelle esperienze hanno lasciato un segno nel mio percorso umano e professionale, insegnandomi quanto sia importante restituire valore, dignità e consapevolezza all’universo femminile.

Quando ho intrapreso il percorso imprenditoriale nel settore immobiliare retail e successivamente nella moda, ho portato con me questa competenza. Amelie è diventata così una naturale evoluzione di quel cammino: un progetto che continua a mettere al centro la donna, il suo corpo, la sua identità e la sua libertà di esprimersi. Per me la moda non è soltanto estetica, ma uno strumento di riscatto, consapevolezza e rinascita. Ogni collezione racconta il desiderio di valorizzare la donna nella sua unicità, al di là di ogni stereotipo.

 

Descrivi in poche parole passato, presente e futuro di Marina Acconci, AD & Creative Designer di Amelie.
Il mio passato è fatto di ascolto e tutela dei diritti delle persone. Per oltre vent’anni ho lavorato come avvocato penalista, vivendo quotidianamente il confronto con le fragilità, le battaglie e le speranze delle persone. È stata una scuola di vita che ha profondamente influenzato il mio modo di guardare il mondo.

Il presente è rappresentato dall’imprenditoria e dalla creatività. Attraverso Amelie continuo a dialogare con l’universo femminile, intercettandone desideri, esigenze e cambiamenti, trasformandoli in un progetto che unisce moda, identità e inclusione.

Il futuro lo immagino come un percorso sempre più orientato alla contaminazione tra design, creatività ed espressione artistica. Un’evoluzione naturale che mi permetterà di continuare a raccontare emozioni, valori e storie attraverso linguaggi diversi, mantenendo sempre al centro la persona.

 

Un’esperienza che inizia e poi esplode nel retail fino a vantare oltre 60 monomarca: qual è la chiave del successo?
Non amo parlare di una vera e propria “formula del successo”, perché credo che dietro ogni percorso imprenditoriale ci siano soprattutto visione, determinazione e capacità di ascolto. Se c’è un elemento che continua a guidarmi, è la convinzione che la moda non sia neutra ma sia un linguaggio attraverso cui le persone esprimono la propria identità e il proprio modo di stare nel mondo.

Il mio modo di raccontarlo è quello di cercare coerenza tra il prodotto che produco e l’ascolto delle donne, dei loro bisogni, dimenticando le taglie, le misure.

A questo si aggiunge un lavoro quotidiano fatto di coerenza, dedizione e rispetto: rispetto per il prodotto, per il progetto e per tutte le persone che contribuiscono a costruire il mondo Amelie. Credo che sia proprio questa attenzione alle relazioni e all’autenticità ad averci permesso di crescere e di consolidare la nostra rete di punti vendita monomarca.

 

Quanto è importante, o come si costruisce, un visual vincente in un punto vendita per attirare più clientela?
Il visual è fondamentale perché la vetrina è il primo racconto che un brand fa di sé stesso, è la prima emozione, il primo invito a entrare in un mondo fatto di stile, valori e identità. Una vetrina efficace non espone semplicemente dei prodotti: racconta una storia e suscita curiosità.

Tuttavia, credo che oggi il successo di un punto vendita non dipenda esclusivamente dall’impatto visivo. Ciò che fa davvero la differenza è la capacità di creare una relazione autentica con la propria comunità. Le persone scelgono sempre più spesso marchi nei quali riconoscono valori, sensibilità e una visione condivisa. Il visual attira lo sguardo, ma è il senso di appartenenza che costruisce un legame duraturo.

Come funziona un marchio che non ha stagioni e taglie?
Funziona bene perché nasce da una domanda molto semplice: è davvero necessario continuare a vestire le donne seguendo schemi rigidi e categorie prestabilite?

Amelie ha scelto di superare il concetto tradizionale di stagionalità e di taglia. È una scelta che risponde prima di tutto a una visione sostenibile: produrre senza creare inutili rimanenze e realizzare capi che possano vivere nel tempo, dialogando tra loro stagione dopo stagione.

Ma c’è anche una riflessione più profonda. Crediamo che il corpo femminile sia una realtà viva, dinamica, in continua evoluzione, e che non possa essere definito da un numero riportato su un’etichetta. Per questo i nostri abiti sono progettati attraverso tagli, forme e vestibilità capaci di accogliere fisicità differenti. Non chiediamo alle donne di adattarsi all’abito: è l’abito che si adatta alla donna.

Qual è il look che consiglierebbe per questa primavera?
Se dovessi scegliere una sola parola, direi: colore.

Viviamo un tempo in cui abbiamo bisogno di leggerezza, energia e ottimismo. Il colore ha la straordinaria capacità di influenzare il nostro stato d’animo e di raccontare qualcosa di noi ancora prima delle parole. Per questa primavera consiglio di non avere paura di osare, di scegliere tonalità che trasmettano vitalità e che riflettano il proprio carattere.

Più che seguire una tendenza, il vero consiglio è indossare ciò che ci fa sentire bene. E quest’anno, forse più che mai, abbiamo bisogno di un po’ di allegria da portare con noi ogni giorno.

Qual è il miglior consiglio per volersi bene?
Credo che il modo più autentico per volersi bene sia coltivare la propria creatività. La creatività non appartiene solo agli artisti: è una forma di cura personale, uno spazio in cui riconoscersi e ritrovarsi.

Leggere, scrivere, dedicare tempo alle proprie passioni, imparare qualcosa di nuovo, concedersi il lusso della curiosità: sono tutti modi per nutrire la parte più profonda di noi stessi. E poi c’è una regola che considero fondamentale: non rinunciare mai a ciò che ci fa sentire vivi.

Perché la passione, se coltivata con costanza, diventa una delle forme più potenti di amore verso sé stessi.

 

Photo: courtesy of press office